Monografia Digitale di Barletta

Progetto PON 10.2.5° - FSEPON-PU-2018-71
Modulo Monografie digitale di Barletta
6° Circolo Didattico Raffaele Girondi Barletta
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Monografia Digitale di Barletta
La storia di Barletta e i suoi monumenti
Barletta Cenni Storici
Sui fondatori di Barletta e su i tempi presumibili del primo inurbamento, esistono due diverse ricostruzioni elaborate da due studiosi barlettani vissuti nei secoli scorsi : Francesco Paolo De Leon e Sabino Loffredo. Per De Leon la città, anticamente, si sarebbe chiamata "BARETION" e sarebbe stata fondata dai canosini intorno al 1000 a.C. Per il Loffredo, invece, la città si sarebbe chiamata "BARDULOS" e sarebbe stata fondata dai pirati Illirici "BARDEI" nel 336 a.C. La versione più accreditata della storia della nostra città sarebbe quella dello storico Loffredo: Il nome originario di Barletta sarebbe "BARDULOS". Questo nome deriverebbe da BARDILI, il mitico Re dei BARDEI, morto in combattimento nel 358 a.C. contro FILIPPO IL MACEDONE. Suo figlio CLITOS, dopo la sconfitta, si sarebbe rifugiato sui nostri litorali e qui avrebbe fondato un piccolo villaggio e scavato profonde gallerie a sud-ovest della città.Gli abitanti del villaggio avrebbero vissuto autonomamente fino alla "SECONDA GUERRA PUNICA" nella battaglia di "Canne",dove ebbe il suo momento più drammatico.
Questa guerra durò 10 anni durante i quali ANNIBALE sconvolse il territorio con le sue devastazioni, cancellando anche il piccolo villaggio bardeo la cui popolazione, in parte, si sarebbe nascosta nelle gallerie sotterranee che arrivavano fino alle mura canosine.

Lo stemma della città di Barletta
Nel 1190 termina la dinastia Normanna.i Normanni erano gente che, per sfuggire alla povertà, saccheggiarono dovunque i territori al di fuori della Normandia.Giunsero in Italia e si dedicarono alla cultura e all'arte ed anche al commercio.Infatti i Normanni potenziarono i traffici mercantili e le città portuali e fecero di Barletta uno degli scali più importanti della regione. Nel 1156 Barletta ebbe il titolo "CAPUT REGIONIS" dopo la distruzione di Bari.Durante i primi tempi della dinastia Normanna si svolsero molte lotte tra i signori locali, per il possesso dei feudi.A queste lotte si aggiunsero le incursioni Saracene che seminarono terrore tra gli abitanti dei villaggi.Ad uno di questi assalti è legata la storia dello stemma della città.
Si narra che un certo Robertus, signore di Bardulos, dopo aver combattuto contro il capo Saraceno, uccidendolo e ritornando vittorioso in città, abbia lasciato l*impronta delle quattro dita ancora grondanti di sangue nemico su quella porta che doveva sorgere tra l'attuale chiesa del Purgatorio e palazzo Bonelli.In seguito, re Ruggiero Normanno, dichiarò quel simbolo "Stemma di Barletta".Nel 1473 re Ferrante d'Aragona, molto legato alla nostra città,appose allo scudo le iniziali F.B. che stanno per"Fedelissima Barletta".
Federico II di Svevia
La storia di Barletta e i suoi monumenti
FEDERICO II di Svevia

Dopo la dinastia Normanna, che si estinse con la morte di Tancredi (1194), iniziò quella Sveva. La dinastia Sveva è legata alla figura di un solo grande protagonista: Federico II, la cui vicenda umana è politica s'intreccia con la nostra città in più di una circostanza. Federico II era nipote del famoso e terribile Federico Barbarossa. Egli fu un sovrano singolarissimo, amante della cultura e dell'arte predilesse la Puglia più di ogni altra parte del suo impero e scelse Foggia come capitale del regno. Vissuto da piccolo negli splendori della Palermo normanna, fece edificare nel suo regno numerosi castelli, residenze da caccia, palazzi imperiali. Sotto Federico II Barletta conobbe un periodo di grande floridezza soprattutto economica ed urbanistica. Federico II concesse molti privilegi alla città. Urbanisticamente ingrandì il castello accanto alla torre Normanna.
Il Castello Svevo
La storia di Barletta e i suoi monumenti
IL CASTELLO

Il castello di Barletta si presenta come un palinsesto del succedersi delle dinastie  nel regno meridionale. Federico II pose particolare cura nell'edificazione  dei castelli nel suo regno. Si occupò di ristrutturare l'antica torre Normanna. Il suo intento era di evidenziare il suo potere. Il restauro del castello avvenne tra il 1225 e il 1228. Non si conosce l' autore di questa ristrutturazione ma i caratteri scultorei richiamano il marchio dello stile Svevo. L' imperatore sostò una sola volta nel castello di Barletta. La parte Sveva del castello oggi si trova sul lato sud-est. E' costituita da alcune sale di grandi dimensioni con volte a tutto sesto, costruita in pietra. Sulle lunette di alcune finestre esterne si conserva il disegno dell'aquila con le ali spiegate,simbolo della dinastia sveva.
Eraclio il Colosso
La storia di Barletta e i suoi monumenti
ERACLIO il Colosso (ARE')

Nel periodo delle crociate i mari della Puglia erano dominio incontrastato dei Veneziani. Oltre agli scambi di merci o a quelli culturali e sociali, i Veneziani possono essere considerati dei veri predoni di opere d'arte. Risale probabilmente alla IV crociata (1202) la venuta in Barletta del colosso bronzeo di Eraclio. La nave su cui veniva trasportato dovette naufragare vicino alle nostre coste e di conseguenza fu costretta ad abbandonare il carico pesante in mare. Un tempo c'era uno scoglio chiamato "mamma Arè" su cui dovette probabilmente incagliarsi la statua. Molte sono le ipotesi di identificazione di questa statua. Forse rappresenta Valentiniano I, o Onorio o Giustiniano I. Il fatto che gli venisse dato il nome di Eraclio è dovuto probabilmente al costume di statue antiche d'imperatori. E' certo che la statua provenga da oriente. La statua fu posta il 19 maggio 1491 nel posto dove ora la si può ammirare. Su Eraclio si conosce una leggenda che rivela l'attaccamento della città nei confronti della statua.

S. Maria Maggiore Cattedrale
La storia di Barletta e i suoi monumenti
LA CATTEDRALE DI S.MARIA MAGGIORE

La chiesa-cattedrale di S.Maria sorge su quella più antica di S.Maria de Auxilio, risalente probabilmente all'VIII secolo. La tradizione vuole che in origine lì vi fosse un antico tempio pagano dedicato a Nettuno.
L'attuale chiesa è stata costruita in tre epoche diverse. La prima comprende la facciata fino ai primi quattro archi sostenuti da sei colonne di granito, all'interno dell'edificio (1162). La seconda parte si rifà ad un documento del 1260. La terza ed ultima fase riguarda l'ampliamento delle ultime due campate e la costruzione dell' abside. La facciata è tipica delle chiese Romaniche. L'interno della chiesa non differisce molto dalle altre cattedrali Pugliesi. Ha tre navate. La navata centrale è sostenuta da tre colonne di granito nero, sui capitelli delle quali si poggiano quattro arcate principali. La chiesa ha nove altari, tutti di marmo policromo (variamente colorato).
La Disfida di Barletta
La storia di Barletta e i suoi monumenti
La Disfida di Barletta

Spesso il nome della nostra città è associato a quello della Disfida, rivelando l'importanza dell'evento che nel 1503 diede uno sviluppo notevole alla guerra in corso tra Francesi e Spagnoli.
Consalvo da Cordova, consapevole dell'inferiorità del proprio esercito rispetto a quello francese comandato da Luigi D'Armagnac, duca di Nemours, si era fortificato nella nostra città. La guerra andava avanti in piccoli scontri e imboscate. In uno di questi scontri gli Spagnoli, sotto il comando di Diego Mendoza catturarono numerosi Francesi tra cui un certo Carlo di Tognes, detto La Motta. Un Anonimo racconta che la sera della vittoria gli Spagnoli, durante un banchetto, La Motta, mentre si parlava di "fatti d'armi"accusò gli Italiani di essere mercenari senza alcun valore. Un cavaliere Spagnolo, Don Indico Lopez di Hiala, prese le difese degli Italiani, affermando che questi sarebbero stati lieti di dimostrare il contrario. Tra i vari cavalieri Italiani ci fu il Fieramosca che volentieri accettò la sfida. La tradizione considera avvenuto il banchetto nella cantina della " Disfida", il cui nome era in origine"Cantina del Sole dell'oste Banio da Rieti o Osteria del Veleno". La zona scelta per il combattimento fu un campo neutro fra Andria e Corato chiamato Contrada S. Elia. Fu stabilito il numero dei cavalieri (13) e la somma di 100 corone per il riscato dei prigionieri. La mattina del 13 febbraio i cavalieri si recarono nella Cattedrale della vicina Andria giurando di vincere o morire. Si giunse a combattere nel pomeriggio dove i cavalieri Italiani sconfissero i Francesi che furono portati prigionieri a Barletta. Giunti a Barletta verso sera furono accolti con grandi festeggiamenti ed Ettore Fieramosca, promotore di questa gloriosa impresa, fu nominato conte di Milionico e signore d'Aquara. Questo avvenimento è stato immortalato nell'opera di Massimo D'Azeglio come avvenimento storico ricco di patriottismo.
Palazzo della Marra
La storia di Barletta e i suoi monumenti
Palazzo Della Marra

Palazzo Della Marra è un edificio di Barletta del 500, di origine e stile rinascimentale,dimora di famiglie aristocratiche,dagli Orsini ai Della Marra (1743).Esso costituisce l'unico esempio di architettura barocca leccese nella città di Barletta al di fuori del territorio del Salento. Degni di attenzione sono il portale di ingresso decorato con due allegorie "la Vecchiaia e la Giovinezza", l'elegante balcone principale sorretto da cinque mensole ornate con mostri,cani e grifi, il fregio con la scritta "DELLA MARRA" che è possibile notare lungo la facciata,  la loggia che affaccia sul mare è riccamente decorata con temi allegorici sulle stagioni della vita. Ulteriori decorazioni sono state apportate dalla famiglia Fraggianni divenuta proprietaria del Palazzo nel 1700. In seguito il Palazzo passò alla famiglia del costruttore Donato Ceci nel 1900 e nel 1958 fu acquistato dal Demanio Statale che lo ha restaurato  fino a renderlo sede definitiva della Pinacoteca Giuseppe de Nittis, istituita in seguito alla donazione di alcuni dipinti da parte della moglie Leontine Gruvelle.
Tra chiese e monumenti
La storia di Barletta e i suoi monumenti
Tra chiese e monumenti

San Giacomo

Tra le più antiche chiese della città vi è San Giacomo (XI). La chiesa fu fondata dai Benedettini che dedicarono la chiesa all'apostolo Giacomo, detto il "Maggiore". Sulla fondazione della chiesa non c'è mai stato uno studio approfondito da parte degli storiografi locali. Secondo la tradizione, l'edificazione avvenne a seguito di forti immigrazioni dei cittadini della vicina Canosa nel "Borgo Novo"all'epoca periferia di Barletta. Alcuni reperti presenti in chiesa come le due medaglie bronzee rappresentanti la divinità Egiziana di Iside, ci fanno presupporre che sia stata luogo di culto pagano.
Raffaele Girondi
La storia di Barletta e i suoi monumenti
Raffaele Girondi

Raffaele Girondi nacque a Barletta il 17 Gennaio nel 1873 da una modesta famiglia. Già dall'adolescenza manifestò interesse per l'arte. A 17 anni la famiglia consapevole del suo talento iscrisse il giovane all'Accademia delle belle arti a Napoli. Nel '900, tornato a Barletta, ebbe incontri pubblici e privati. Nel 1904 vinse il primo concorso internazionale di paesaggio Warsteppen "Le rive dell'Ofanto". Andò a Venezia e nel 1906 ritornò a Barletta dove gli venne commissionata la decorazione della volta della chiesa di San Cataldo. Nel 1908 partì alla volta di Parigi dove si stabilì e segui la scuola impressionistica del De Nittis. Cagionevole di salute ritornò a Barletta, ma presto si rianimò il desiderio di ritornare a Parigi. Negli ultimi anni si legò in amicizia a Leontine De Nittis. Morì il 26 aprile 1911. Girondi fu un pittore modesto, mistico e solitario  dimenticato dai critici. Nei suoi quadri cerca la luce naturale, non compaiono quasi mai figure umane, ma evidenzia la bellezza di un riflesso, il verde di una foglia al vento, una penombra di una viuzza appartata... La cronologia delle opere è ignota, pochi dipinti sono datati. Un nucleo consistente di opere rappresentano luoghi e campagne di Barletta e interni di chiese, realizzati soprattutto nel periodo giovanile.
Galleria Fotografica
La storia di Barletta e i suoi monumenti
Si ringrazia per questo Progetto PON

La Dirigente Dr.ssa Ardito Serafina
L'esperto Sig Lombardi Giovanni
La Tutor Maestra Binetti Rossella
Gli Alunni del 6° Circolo R. Girondi
Plesso Padre Raffaele Di Bari
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